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ONICOMICOSI

Negli ultimi due mesi di esercizio della professione ho ricevuto parecchie richieste di consigli su come trattare le onicomicosi. Ritengo che le pubblicità di svariati prodotti ad hoc abbiano sensibilizzato i pazienti a questo tipo di problematica che, spesso trascurata, ha un notevole tasso di recidive. Spero pertanto di poter dare una visione generale della patologia e qualche consiglio utile.

Le onicomicosi sono infezioni dell'apparato ungueale delle mani e/o dei piedi con andamento spesso cronico, causate da tre diversi funghi: dermatofiti (le più frequenti), lieviti e muffe non dermatofitiche.
Solitamente si osservano nell'ambito delle unghie dei piedi del paziente adulto. A livello delle unghie delle mani prevalgono le candidosi (forme normalmente secondarie), e si osservanno più frequentemente nelle donne ed in particolari categorie professionali

(baristi, panettieri, pasticceri, ecc...) che sono spesso a contatto con acqua e sostanze irritanti come detersivi, o favorenti lo sviluppo di funghi (zuccheri, farine, creme).

Le modificazioni a cui può andare incontro l'unghia infetta sono: macchie e/o striature bianche, gialle, marroni o nerastre; alterazioni della superficie dell'unghia; ispessimento della lamina ungueale e/o distacco.

I fattori di rischio più comuni per questa patologia sono:
età (il rischio aumenta con l'invecchiamento);
fattori genetici predisponenti;
deficit immunitario;
psoriasi;
insufficienza vascolare periferica (es: pazienti diabetici);
sport (per l'elevata sudorazione e la frequentazione di spogliatoi e docce comuni dove è più facile la proliferazione e la diffusione dei patogeni interessati).

 

CLASSIFICAZIONE DELLE ONICOMICOSI (Hay RJ, Baran R, 2010)

- Subungueale distale e laterale (OSDL)
Rappresenta la forma più comune di onicomicosi, carattericcata da onicolisi distale o laterale, ipercheratosi subungueale e, col progredire della patologia, strie longitudinali di colore bianco-giallastro, ocra o  marrone-nerastro.

- Superficiale (bianca e nera) (OS)
Colpisce gli strati superficiali della lamina ungueale, con presenza di macchie o striature trasversali biancastre opache e ruvide, dalla consistenza simile a quella del gesso.

- Endonyx
Interessa esclusivamente lo strato della lamina ungueale senza intaccare gli strati superficiali né il letto ungueale. Presenta leuconichia, opacità della lamina, tutto in assenza di onicolisi.

- Subungueale prossimanle (OSP)
E' una forma rara e si riscontra generalmente in pazienti immunodepressi (es: HIV+) o con disturbi al microcircolo periferico (es: diabete). Questa forma è caratterizzata da una piccola area di colore biancastro-giallastro al livello della lanula.

- Pattern misto
Quando coesistono varietà diverse di onicomicosi nello stesso paziente ed anche sulla stessa unghia (es: OSP e OS)

- Distrofia totale (OT)
Lo stadio finale di tutte le onicomicosi finora descritte: la lamina ungueale è nettamente ispessita, discromica, opaca, friabile e fragile

- Secondaria
L'infezione è derivata da fenomeni macerativi ed irritativi locali che causano perionissi o onicolisi dito-laterale

 

TERAPIA

Dopo un'accurata diagnosi medica ed eventuale analisi microbiologica, la terapia può essere:

- Topica
Per onicomicosi subungueale distale con interessamento minore del 50% dell'unghia; bianca superficiale; non-dermatofitica; per pazienti che non possono seguire una terapia sistemica a causa di interazioni con altri farmaci, o per intolleranza ai PA utilizzati; per una terapia di mantenimento dopo la sospensione di quella sistemica.
I PA più utilizzati in questi cosi sono: amorolfina, ciclopiroxolamina, tioconazolo, itraconazolo, climbazolo.

- Sistemica
Prevede l'assunzione orale di farmaci contenenti come PA terbinafina ed itraconazolo.

- Terapia combinata sistemica e topica
Nei casi più gravi o recidivanti.

- Strumentale
Sono terapie locali emergenti che impiegano metodiche non invasive.
Fotodinamica, che prevede l'uso di luce rossa a 360nm per attivare una sostanza fotosensibile che sviluppa specie reattive dell'ossigeno.
Ionoforesi, utilizza corrente elettrica a basso livello che facilita il passaggio di farmaci attraverso le barriere semipermeabili della lamina ungueale.
Laser, basata sul principio della fototermolisi selettiva: la cellula fungina assorbe l'energia radiante (luminosa) fornita che si trasforma in energia termica, tale riscaldamento potrebbe avere attività fungicida, l'esatto meccanismo d'azione è ancora oggetto di studio.

La guarigione richiede tempi relativamente lunghi (per via della lenta velocità di ricrescita dell'unghia), pertanto è fondamentale la compliance del paziente per il mantenimento costante della terapia. Il successo è comprovato da test microbiologici e dalla ricrescita normale dell'unghia dal punto di vista morfologico, per sicurezza è consigliato il monitoraggio del paziente nei 6 mesi successivi alla sospensione della terapia.

Commenti  

 
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